Cucina regionale trentina: Canederli neri al puzzone di Moena
Buon Lunedì e..finalmente posso dire: BENTROVATI CON L’APPUNTAMENTO REGIONALE!
La scorsa settimana l’ho dovuto abbandonare causa impegni improrogabili stavolta anche Ilaria e Tommy non ci saranno ma..noi li aspettiamo a braccia apertissime!!!!
L’argomento di oggi è..FORMAGGI! Potevo mica mancare??!!
Il Trentino è la patria di prodotti caseari (e salumi) a dir poco eccellenti!!D’altronde si sa, il latte che si produce di questa regione è tra i migliori d’Italia. Per questa categoria ho scelto un formaggio famosissimo e molto apprezzato che ha un caratteristico odore cui allude il nome stesso, di fatti Spretz tsaorì (ovvero puzzone in lingua ladina) già anticipa il forte aroma di questo formaggio. Si produce esclusivamente nel caseificio di Moena e Predazzo seguendo rigide norme nella produzione del latte stesso, il fieno che viene utilizzato per l’alimentazione delle bovine (solo di razza bruna e grigio alpina), proviene esclusivamente da quella zona ed è vietato anche l’uso di addittivi concessi dalla legge. I pascoli vanno da un’altezza minima di 1000 fino a 2000 metri delle malghe per l’alpeggio. Il puzzone ha una pasta morbida di color paglierino con un’occhiatura medio-piccola sparsa ed una maturazione minima di 60 giorni e massima 8 mesi. Crosta liscia ed untuosa colore giallo ocra.
Credo di avervi fornito buone informazioni su questo prezioso e naturalissimo formaggio. Non mi resta far altro che invitarvi in Trentino a…GUSTARLO!!!!
E adesso vediamo cosa bolle nelle loro (deliziose) pentole:
CALABRIA: Calzone ca ricotta di Rosa ed Io
CAMPANIA: Caprese di Le ricette di Tina
SICILIA: Pomodorini farciti con ricotta di Cucina che ti passa
LOMBARDIA: Gnocchetti della Valchiavenna di L’angolo cottura di Babi
VENETO: Cinquina di crostini ai formaggi di Semplicemente buono
FRIULI VENEZIA GIULIA: Liptauer di Nuvole di farina
PIEMONTE: Risotto al Montébore di La casa di artu
EMILIA ROMAGNA: I Borlenghi di Zibaldone culinario
PUGLIA: Cavatelli, ricotta marzotica e rucola di Breakfast da Donaflor
LAZIO: Spaghetti cacio e pepe di Chez Entity
LIGURIA: fugassette co formaggio di Un’arbanella di basilico
UMBRIA: Schiacciata al Formaggio di 2 amiche in cucina
MARCHE: Orzo e formaggio di fossa di La creativita e i suoi colori
ABRUZZO: Pallotte “Cace e ove”di In cucina da Eva
E da me..CANEDERLI NERI AL PUZZONE DI MOENA
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| Ecco il puzzone accompagnato da una deliziosa senape alla grappa |
INGREDIENTI:
300 g di pane di segale
100 g di pancetta
100 g di speck
una manciata di noci (io del Bleggio)
1 piccola cipolla
farina di grano saraceno q.b
poco latte
1 porro
aglio
sale, pepe
PER LA FONDUTA AL PUZZONE:
200 g di puzzone di Moena, grana trentino, latte qb.
Tagliare il pane a fettine, metterle in una ciotola di terraglia e
aggiungere la pancetta e lo speck tagliuzzata, la cipolla, le noci, uno spicchio di aglio e
il porro, tutti separatamente tritati. Salare, poi bagnare con acqua o
con acqua e latte (mai solo latte in quanto il pane di segala col solo
latte inacidisce) in modo che tutto non venga inzuppato ma soltanto
inumidito. Fare riposare il composto per mezz’ora o un’ora,
affinché si insaporisca bene. Mettere in una capace pentola abbondante
acqua salata e farla bollire. Prendere la farina di grano saraceno in
quantità abbondante e amalgamarla molto bene all’impasto dopo che avrà
riposato il tempo necessario; ricavare poi dal composto (con le mani
bagnate) delle grosse palle calcolando che devono essere un poco più
grandi di un mandarino. Lessarle in acqua bollente e salata, lasciandole
cuocere a fuoco basso per 20-25 minuti. Si servono su fondutina di puzzone di Moena preparata ponendo in un pentolino gli ingredienti facendoli fondere a fiamma dolce.
Ed eccovi per concludere altri due formaggi tipici della mia regione, il Vezzena
Il formaggio Vezzena è prodotto tradizionalmente
sull’Altopiano di Vezzena e vanta una storia secolare, così
come i pascoli sui quali è ottenuto. Il Vezzena è un formaggio
a pasta semidura e semicotta, prodotto nel periodo di alpeggio partendo
da latte di vacca crudo, parzialmente scremato per affioramento, di sapore
molto gustoso e aromatico, dovuto al latte assai profumato della produzione
di malga. La stagionatura avviene in freschi magazzini o scantinati con
umidità elevata. La durata minima di maturazione per essere consumato
come formaggio da tavola è di 6-8 mesi, mentre con una più
lunga stagionatura di 15-24 mesi, è ottimo come formaggio da grattugia.(Per saperne di più, clicca qui)
Ed un casolèt ovvero un formaggio tipico della Val di Sole.
Area di produzione del Casolèt della Val di Sole: Val Val di Rabbi e Val di Sole (provincia di Trento).
Gli abitanti di alcuni paesi di queste valli come Celentino venivano chiamati casoletti.
Il nome ha un’origine latina: deriva da “caseolus” che significa piccolo formaggio
Formaggio tutelato da un Presidio Slow Food.(Per saperne di più clicca qui).
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| Accompagnato da del buon miele di castagno e mostarde |
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| La mortandela, ovvero il tipico salume della Val di Non |
La Mortandela (da non confendere con la mortadella!!!) della Val di Non è un Presidio Slow Food, e in questo caso la ricetta tradizionale prevede che l’impasto venga avvolto a mano nell’omento
(o reticolo) di suino, prima di essere sottoposta ad affumicatura ed
eventuale stagionatura. Da sempre usata fresca nella tipica minestra d’orzo o nei crauti,
o stagionata da 15 a 30 giorni per poi essere consumata come salume da
antipasto o aperitivo. La si può trovare, preparata in differenti modi,
nelle macellerie e salumerie della Val di Non. (fonte wikipedia).









